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    Slide MI RACCONTO

    Apparentemente avevo tutto, ma qualcosa di forte mi spingeva a dare una svolta e ho deciso di cambiare vita!

    Nata a Verona, la città dell’amore di Giulietta & Romeo e cresciuta a contatto con la natura. Affamata di mondo, di vita, di conoscenza.

    A 22 anni vado in Sudamerica (la “scusa” ufficiale era il progetto di tesi per la Laurea) dove vivo per 5 mesi in Brasile e viaggiando tra Uruguay e Argentina. Un’esperienza che apre la mia mente e rompe le barriere e le sicurezze della mia mentalità europea e borghese. Incontro la variopinta ricchezza delle culture e delle genti del mondo, la distanza mi insegna ad apprezzare di più gli affetti familiari e scopro che ovunque andiamo portiamo con noi ciò che abbiamo dentro. Capisco che questa casa interiore è il posto più importante da coltivare.

    Sono tra quelli che “si sono fatti da soli”, mi sono rimboccata le maniche e ho combattuto per andare all’università lavorando per pagarmi gli studi, puntando al massimo e laureandomi con 110 e lode. Dopo il master in Direzione e Sviluppo Risorse Umane, inizia la mia carriera nel mondo aziendale: la prima esperienza è in Bottega Veneta, Gruppo Gucci.

    Dopo una serie di peripezie (tra cui sopravvivere ad un incidente con un tir in autostrada) e molta gavetta, approdo al Gruppo Calzedonia, multinazionale presente in 50 paesi del mondo con oltre 4000 negozi, più di 36.000 dipendenti e 6 Brand: Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Atelier Emè, Signorvino. Ho la fortuna di lavorare nel Dipartimento Risorse Umane nel quartier generale dell’azienda e l’opportunità di formare la mia figura professionale a contatto con gente tosta e colleghi di valore, acquisendo esperienza nella selezione, formazione, valutazione e gestione del personale, temprandomi nelle sfidanti dinamiche del vivere e fare carriera in un’organizzazione che cresce a ritmi vertiginosi.

    Ho fatto migliaia di colloqui di selezione per reclutare personale, scovando nelle università e migliori master, come Bocconi, Luiss, Publitalia, Sole 24 Ore, IED e tanti altri, le menti più brillanti, giovani di spessore con la stoffa del leader, il futuro management dell’azienda. Un ritmo di 8-10 incontri al giorno sono stati un grande allenamento per capire le persone e scoprire che da ogni contatto umano si può imparare, anche per questo amo tanto il mio lavoro.

    Nel frattempo porto avanti una sorta di vita parallela: da un lato la quotidianità nel mondo del business iperproduttivo e razionale, nella cornice luccicante di sfilate, show, testimonials famosi e meravigliose collezioni moda; dall’altro una curiosità audace e fuori dagli schemi mi porta a sperimentare percorsi avventurosi, alternativi, olistici, esoterici nel settore della crescita personale e a toccare con la mia ricerca spirituale il mondo mistico delle “dimensioni sottili”. La crescita personale è sempre stata la grande passione della mia vita. Ho divorato libri, frequentato miriadi di corsi, workshop, masterclass, studiato approcci diversi e sperimentato tecniche che mi hanno aiutato a sciogliere nodi personali, scoprire il mio potenziale e diventare la persona che sono oggi.

    Per comprendere l’umano, la realtà e il mondo intorno a me ho ampliato i punti di vista: mi sono avvicinata anche alle neuroscienze, alla ricerca di spiegazioni scientifiche alle grandi domande esistenziali, scoprendo interessanti collegamenti e convergenze tra le scoperte della scienza contemporanea e le tradizioni sapienziali antiche. Conoscenze che ho integrato nel mio lavoro delineando un approccio originale e dal background multidisciplinare.

    Nel frattempo la mia carriera andava a gonfie gole, seguivo la filiale turca e stavo per andare a vivere a Londra, quando mi viene proposta la missione presso la filiale spagnola, la più storica e grande del Gruppo, e cosi, con l’ego pieno di orgoglio, mi trasferisco a Barcellona. Pian piano inizio a scontrarmi con una realtà diversa dalle mie aspettative. La verve innovativa che mi caratterizzava e i valori nobili per i quali avevo scelto questa professione non trovavano più spazio. Qualche successo mi fa battere il cuore, ma progressivamente si palesa in me una rivelazione: ciò per cui avevo strenuamente fin li combattuto non era più la mia vera strada.

    Inizia una crisi profonda, vivo un periodo buio, di totale confusione, tornata in Italia rimango nel limbo per un po’, senza reagire, bloccata dalla paura di lasciare la mia zona di comfort. La sofferenza è lo sprone più grande quando perdiamo la via, per fermarci e risintonizzare il nostro GPS interiore sulla rotta giusta per noi.

    La svolta arriva con un nuovo viaggio: vado a Bali da sola per quasi un mese e laggiù scatta qualcosa, un click. Riavverto il contatto con la mia natura libera, e sento imperiosa la mia forza scorrermi di nuovo nelle vene, si risveglia il mio spirito indomabile e l’animo guerriero.

    Torno a casa decisa a coltivare quei sogni che avevo tenuto nel cassetto troppo a lungo.

    La vita da dipendente mi andava stretta, sentivo dentro tanto da dire e da dare e i perimetri aziendali erano confini angusti per la mia voglia sconfinata di creare e innovare. Non ho paura di combattere per le idee che ritengo giuste, non sono il tipo che piega la testa facilmente e do retta solo a chi stimo e rispetto.
    Mi dicevano “sei un leone in gabbia”, ma quella gabbia dorata era difficile da lasciare. Contratto a tempo indeterminato, i benefits, la bellezza degli ambienti, un contorno lussuoso in un’azienda di successo, insomma quella “zona di comfort” a cui ti attacchi perchè ciò che conosci appare più solido dell’incerto.

    Verso la mia azienda e le persone con cui ho lavorato, ho un’enorme affetto e riconoscenza: è stata una scuola, a tratti anche dura, che mi ha insegnato tanto. A un certo punto ho semplicemente capito che non siamo sbagliati noi o è sbagliato un certo posto di lavoro. Chi punta il dito all’esterno non comprende la realtà. Ci vuole consapevolezza di sè e mettersi nelle condizioni opportune per noi. Come una pianta che per fiorire ha bisogno di un certo terreno e di alcune condizioni piuttosto che altre.

    Chiusa la parentesi di 10 anni di un percorso importante, prima di lanciarmi in qualcos’altro (e i colloqui in questo insegnano) ho sentito che la cosa più intelligente da fare era concedermi uno spazio, un periodo sabbatico, un momento di silenzio, libero da tutto, di ascolto e introspezione. Avevo bisogno di ricomporre i pezzi.. lasciati in decine di hotel, aerei, treni e taxi, nel tempo. Pezzi dimenticati e rinnegati nella fretta di una vita sempre di corsa strangolata in mille impegni, nella rincorsa di obiettivi sempre più grandi.

    “Accetta ciò che non puoi cambiare e abbi il coraggio di cambiare ciò che puoi cambiare”. Sei tu a dover prendere in mano il timone della tua nave, non chiedere agli altri di fare qualcosa che non sei disposto a fare tu per primo. Hai la responsabilità delle situazioni e dei risultati della tua vita. Anzichè lamentarti datti una mossa.

    Mai avrei pensato, prima di fare questo salto, che la vita mi avrebbe donato cosi tanto. Ed eccoci al punto: è nell’avere quell’audacia, quel coraggio e coerenza con se stessi, la lungimiranza di ascoltare ciò che abbiamo dentro, che la nostra vita letteralmente fiorisce con noi!

    Come dice Julia Campbell: “salta e la rete apparirà”.

     

    Oggi condivido nei miei percorsi il processo attraverso cui è possibile cambiare vita, seguimi anche sui miei canali se vuoi scoprire di più.